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Aborto: in Polonia il parlamento vuole inasprire la legge

 

Donne |Oggi il parlamento polacco inizierà la discussione su una serie di emendamenti alla legge del 1993 sull’interruzione di gravidanza.

Già quella in vigore è una delle più restrittive in Europa (pari solo a quelle di Irlanda, Malta, Andorra e San Marino).

L’aborto è attualmente consentito, entro la 25esima settimana, solo in caso di stupro, di grave malformazione del feto o del rischio di morte per la donna in gravidanza. Secondo il governo del partito Diritto e giustizia e la Conferenza episcopale polacca, neanche queste cause lo giustificano. (nella foto in alto una manifestazione pro-choice AP Photo/Czarek Sokolowski)

Se le modifiche alla legge saranno approvate, abortire in Polonia sarà possibile solo quando i medici lo giudicheranno necessario (sulla base di quali linee-guida?) per salvare la vita di una donna. Non più in caso di stupro. Neanche quando sarà altamente improbabile che il feto possa sopravvivere alla nascita.

Le pene per le donne che cercheranno di abortire o avranno abortito andranno da tre a cinque anni. Quelle per i medici che le avranno aiutate potranno arrivare fino a tre anni.

Insomma, il rischio in caso d’approvazione è che, come già accade in Irlanda e in Irlanda del Nord, cresca enormemente il numero delle donne polacche costrette a recarsi all’estero per abortire.

Secondo i dati ufficiali, ogni anno in Polonia si eseguono circa 1000 aborti. Ma queste informazioni non tengono conto degli aborti praticati clandestinamente e di quelli all’estero. Le organizzazioni per i diritti delle donne ritengono che il numero reale di aborti all’anno non sia inferiore a 150.000.

Questo articolo è stato pubblicato qui
23/09/2016