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Adottano una piazza, sconfiggono il degrado, ma Acea gli toglie l'acqua

      

 

 
 




Scrivo a nome di un gruppo di cittadini che hanno adottato una piccola area verde di Roma, abbandonata al degrado. Si tratta del giardinetto di Piazza Confienza, vicino all’Università La Sapienza, in una zona centrale della città.

Non senza fatica, manteniamo il giardinetto verde pulito e lo difendiamo dal vandalismo. Abbiamo scartavetrato, aggiustato e dipinto le panchine in legno, rifatto completamente il prato, piantato il plumbaco lunga la recinzione e creato le aiuole fiorite. Le persone lo apprezzano, lo usano per fermarsi a leggere il giornale, riposarsi o scambiare due chiacchiere, gli stranieri stupiti scattano qualche fotografia, la notte i senza tetto lo utilizzano per dormire…


Questa iniziativa ha fatto incontrare i residenti, ha insegnato ai nostri figli che la “cosa pubblica” è preziosa e va difesa con l’impegno e la collaborazione di tutti e ha creato un po’ di solidarietà in un quartiere dove si ignora anche il dirimpettaio.
Da oltre un mese nel giardinetto non è più disponibile l’acqua corrente e siamo costretti a portare a mano pesanti secchi per innaffiare le piante, in una stagione asciutta e calda.
Dopo centinaia di segnalazioni e solleciti, siamo ancora in attesa di un intervento dell’ACEA che si è limitata a riscontare un guasto in una centralina.
Scrivo ai servizi “competenti” per segnalare il problema e, come gli altri residenti, chiamo l’ACEA per spiegare l’urgenza del necessario intervento. Ascolto silenziosamente gli innumerevoli impiegati che rispondono al numero verde, i quali ripetono che attiveranno un sollecito urgente e, in un infruttuoso esercizio di resilienza, tengo faticosamente a bada l’insofferenza e l’irritazione che mi divora.


Le foto descrivono le condizioni di abbandono e di degrado in cui il giardinetto verteva prima del nostro intervento e la sua bellezza grazie al lavoro dei residenti organizzati nell’associazione culturale Valentino Caracciolo e grazie all’impegno di Susante, cittadino dello Sri Lanka, che cura amorevolmente e con competenza le piante.

Aiutateci a credere che sia possibile ottenere un intervento risolutivo dell’ACEA prima che sia troppo tardi!
 
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24/05/2017