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Bonus cultura, un affare per i colossi del web

(e oltre ai libri puoi pagarti le feste alcoliche) 

Bonus cultura, un affare per i colossi del web (e oltre ai libri puoi pagarti le feste alcoliche)       

 

Il governo Renzi ha introdotto l'assegno da 500 euro per i ragazzi di 18 anni da usare per cultura ed eventi. Siamo andati a vedere per cosa viene utilizzato. Tra libri di testo, biglietti per Tiziano Ferro e Ligabue, pochi musei e party. Che fanno felici le piattaforme digitali

di Francesca Sironi

 

Ragazzi al concerto del primo maggio
Cena di benvenuto con vino illimitato, boat party, twerk contest, festa in piscina, «Spassoso eccessivo libero», ma soprattutto «gratis con 18app». È «l'immaturo trip», una delle ultime offerte disponibili per i ragazzi del 1998, su cui spendere parte del Bonus Cultura introdotto dal governo Renzi. Il Bonus, un assegno universale da 500 euro, destinato all'intero mezzo milione di 18enni italiani, è stato introdotto per sostenere investimenti in libri, concerti, cinema ed eventi. Lo stanno usando, i ragazzi? Sì. Ma soprattutto sulle piattaforme digitali come Amazon o TicketOne. Meno fra gli indirizzi sul territorio. E su cosa stanno investendo?

Dopo un inizio stanco (la data per iscriversi è stata prorogata per questo a giugno) sono oggi 335mila i ragazzi registrati sulla “18app”, il 58 per cento degli aventi diritto. Gli altri ancora non si sono fatti avanti. E per ora chi si è registrato ha speso 51 milioni di euro sui 290 stanziati. Ben poco. Anche se i ragazzi avranno tempo fino al 31 dicembre per usare il resto.

«Io sto aspettando», racconta ad esempio Francesco, «i soldi mi servirebbero per un computer. Non è compreso, ma un modo si trova». Nonostante le denunce, infatti, ( come quella di Repubblica Bari a dicembre ), continua a crescere il mercato parallelo dei 500 euro. L'11 aprile ad esempio un “Ernesto” scriveva su un gruppo Facebook dedicato agli appassionati di lettura: «Vendo bonus 18 app per gli amanti dei libri, mai utilizzato poiché non vado più a scuola e non lo utilizzo per nulla. Info in privato». A Lamezia Terme Nicastro Maria ha lasciato un annuncio: «Cerco 18enne in possesso di bonus disponibile a fare qualche ordine».

Intanto la misura è stata rinnovata dalla legge di Bilancio (per cui dovrebbe essere estesa presto anche ai nati nel 1999), ed è stata presa da esempio da Emmanuel Macron, il candidato francese di En Marche!. Mentre in Italia non mancano le critiche.

La prima riguarda gli obiettivi “strutturali” dell'iniziativa. «C'è una profonda disuguaglianza fra chi li ha spesi per necessità e chi invece per divertimento», spiega Giammarco Manfreda, il portavoce della rete Studenti Medi: «Proprio quando mancano finanziamenti per il diritto allo studio». La realtà sembra confermarlo. Se da una parte rimbalzano infatti gli annunci di serate o party, come quelli dei “100 giorni” sulla costiera adriatica (acquistabili con il Bonus) oppure l'Immaturo Trip con destinazione Gallipoli o Rimini - «i primi arrivati hanno usato i soldi per completare la lista dei testi scolastici. Significa che altrimenti non avrebbero potuto permetterseli», commenta Edoardo Scioscia, uno dei fondatori di Libraccio. Ovvero hanno sfruttato l'occasione per un bisogno. Su Ibs.it invece, racconta l'amministratore delegato, Eugenio Trombetta Panigadi, i libri più venduti sono dizionari e romanzi in inglese, manuali per il test di medicina, poi “1984”, “La coscienza di Zeno”, “L'interpretazione dei sogni” e “La banalità del male”, per le novità invece “L'arte di essere fragili” e “Bambine ribelli”- «le vendite vanno bene dal primo giorno», commenta.

Nei musei capitolini di Roma dal tre dicembre al 27 aprile sono entrati con il Bonus 628 diciottenni. La spesa complessiva è stata di settemila euro. I musei non sembrano trainare molto. I concerti sì: dal 10 novembre TicketOne ha venduto 107mila biglietti a 56mila persone, per 4 milioni e mezzo di euro in acquisti, come mostrano i dati forniti a l'Espresso dal gruppo. «In testa c'è Tiziano Ferro», racconta Giorgio Lauretta, l'amministratore delegato per la Cultura: «Da solo raccoglie più del 10 per cento». Seguono Ligabue, Justin Bieber, “Marra e Gué”. A Teatro spiccano Nôtre Dame de Paris, Brignano e Grease. «Certo: non ci sono solo 18enni, fra gli acquirenti», spiega Lauretta: «E nonostante ogni utente possa fare solo un acquisto a procedura, come ci era stato chiesto dalla Presidente del Consiglio, molti comprano lo stesso più biglietti, in più momenti». Sui musei qualche nome c'è: «Abbiamo venduto circa quattromila ingressi per gli Uffizi e per Galleria Borghese», continua: «Oltre a quelli per mostre come “Love, l'amore incontra l'arte” e Escher».
 
http://espresso.repubblica.it/attualita/2017/05/05/news/18enni-bonus-cultura-party-concerti-libri-digitale-1.300785?ref=HEF_RULLO




Di sicuro, sono state per ora soprattuto le grandi piattaforme a raccogliere il maggior numero di adesioni. «Ci sono gruppi dedicati, su Facebook, dove i ragazzi pubblicano messaggi con le foto dei biglietti, o degli acquisti che riescono a fare su Amazon, e il messaggio “Grazie zio Renzi”. Hanno personalizzato il “regalo”», racconta Daniele Grassucci, direttore di Skuola.net: «Di sicuro il Bonus ha favorito i big del digitale, perché per i negozi o le attività normali la procedura è spesso troppo complessa». La maggior parte degli “assegni”, i giovani li stanno usando su portali come Amazon, TicketOne e simili. «Poteva diventare anche uno strumento per lo sviluppo locale, così non è stato», commenta l'avvocato Manfredi Zammataro: «Soprattutto qui a Sud fra i privati è stato poco promosso e il pubblico non sembra interessato a collaborare»



Con l'associazione Codici Zammataro monitora i luoghi dove si può usare il buono nelle regioni meridionali: un deserto. Se in tutta Italia le attività iscritte alla piattaforma sono circa seimila, a Crotone, ad esempio, i Cinema sono 0, così le sale da concerto gli eventi culturali o di teatro. Per i libri, due soli indirizzi. In Campania c'è il traino di Napoli, ma altrove la presenza è scarsa. In Puglia Foggia non mette a disposizione neanche un museo. Come Barletta. Monumenti e musei d'altronde sono assenti praticamente ovunque in Sicilia. Interrogati a riguardo, dall'assessorato garantiscono: «Iscriveremo a momenti i nostri monumenti alla app».
09/05/2017