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Cannabis per uso personale: in sospeso tra illegalità e liberalizzazione

Cannabis per uso personale: in sospeso tra illegalità e liberalizzazione

 

 
 

La coltivazione della cannabis resta reato; è durato poco lo spazio per la speranza, almeno per i fautori della liberalizzazione, che era stato fornito dalla questione di legittimità costituzionale sollevata dalla Corte di Appello di Brescia in riferimento al trattamento sanzionatorio per la coltivazione di piante di cannabis ad uso personale.
In quell'occasione la Corte aveva sospeso in secondo grado il processo a carico di un commerciante di Brescia che era stato scoperto a coltivare nel proprio garage piantine di cannabis per uso personale.
L'uomo in primo grado era stato condannato a 8 mesi, ma poi era arrivata la decisione per certi versi rivoluzionaria della Corte di Appello. Decisione che negli ultimi giorni è stata cancellata dalla Corte Costituzionale, che ha giudicato "non fondata" la questione di legittimità costituzionale.
La coltivazione per uso personale resta così un reato da sanzionare. Una decisione che pone fine a questa vicenda, ma non certo alla questione legata alla legalizzazione della cannabis.
In Italia si attende da tempo una legge definitiva in materia di droghe leggere; ad oggi vi è un quadro normativo paradossale in base al quale, ad esempio, è reato la coltivazione per uso personale mentre non è perseguibile ed è quindi assolutamente consentito l'acquisto di semi di cannabis tramite siti come questo.
Una situazione ingarbugliata che porta, poi, a sentenze contraddittorie tra di loro, come nel caso della Corte d'Appello di Brescia e della successiva delibera della Corte Costituzionale.
Un'incertezza normativa figlia della legge di riferimento in tema di stupefacenti, la Bossi-Fini, che due anni fa era stata bocciata dalla Consulta in quanto ritenuta non costituzionale. Secondo i giudici era illegittima l'equiparazione di sostanze stupefacenti leggere e pesanti. Aspetto che era stato uno dei punti fondamentali della legge Bossi-Fini, e che aveva suscitato negli anni una serie di interrogativi sull'utilità di prevedere medesime pene per lo spaccio di cannabis e lo spaccio, ad esempio, di cocaina o eroina.
Alla fine i giudici hanno dato ragione a chi si era schierato contro quel passaggio, con il risultato che, da allora, si assiste ad una confusione normativa evidente. Negli ultimi mesi il Parlamento sta finalmente prendendo in considerazione l'idea di una liberalizzazione della cannabis dopo aver legiferato in materia di uso terapeutico; sono state lanciate petizioni online per chiedere nuove politiche in materia di droghe e si è assistito alla nascita di un organismo trasversale parlamentare il cui obiettivo è esattamente quello di dar vita ad una legge.
E una norma definitiva è esattamente quello che potrebbe rivelarsi fondamentale per porre fine all'incertezza legislativa in materia di droghe leggere.

 

http://www.articolotre.com/2016/03/cannabis-per-uso-personale-tra-illegalita-e-liberalizzazione/

21/03/2016