Home » Attualità » Come funziona la nuova legge elettorale alla "tedesca"

Come funziona la nuova legge elettorale alla "tedesca"

 

 

Quante schede e quanti voti? Come vengono assegnati i seggi? Capilista bloccati sì o no? Ecco le risposte, punto per punto

La nuova proposta di legge elettorale, che nasce dall'accordo tra dem, Forza Italia e M5S, è un sistema annunciato alla tedesca ma molto all'italiana.

Il 31 maggio il relatore del Pd Emanuele Fiano ha presentato in Commissione Affari costituzionali della Camera un maxi-emendamento al testo base, che ridisegna il Rosatellum. Gli elementi cardine sono: impianto proporzionale e soglia di sbarramento al 5%. E poi capilista bloccati e metodo del quoziente per la ripartizione dei seggi, come proposto da Lega e FI. La possibilità di manovra dei partiti si farà più ampia. 

 Ecco come funziona, punto per punto, la legge elettorale alla tedesca. 


303 collegi e in 27 circoscrizioni

Per eleggere i deputati alla Camera (606 seggi da assegnare, tolti i 24 eletti dagli italiani all'estero e in Trentino Alto Adige e Val d'Aosta), l'Italia viene divisa in 303 collegi uninominali e in 27 circoscrizioni che coincidono con le Regioni, tranne le più popolose divise in più circoscrizioni (2 in Piemonte, Veneto, Lazio, Campania e Sicilia, 3 in Lombardia).

Per il Senato, per eleggere 315 senatori, i collegi uninominali sono 150 e le circoscrizioni 20 come le Regioni. 

Un solo voto

C'è una sola scheda e c'è un solo voto, sia alla Camera che al Senato. Cosa diversa, quindi, da quanto capita in Germania dove è contemplato il voto disgiunto e l'elettore, per l'elezione del Bundestag, può porre due "X", una sul candidato del collegio uninominale e una sul simbolo di un partito, anche diverso dal partito del candidato votato. 

I partiti presentano dei listini bloccati con 2-4 nomi in ciascuna circoscrizione e un candidato in ciascuno dei collegi uninominali. L'elettore con un solo segno voterà sia per il collegio uninominale che per i listini proporzionali. Col suo voto sceglie il candidato del suo collegio e la lista di partito collegata.


Come vengono assegnati i seggi

La ripartizione dei seggi interessa solo le liste che superano la soglia di sbarramento del 5% a livello nazionale. Le liste che la superano ottengono un numero di seggi proporzionale ai voti ricevuti, secondo il metodo del quoziente e dei più alti resti.

Tramite questo meccanismo avviene una ridivisione dei voti "dispersi", cioè di quei voti presi dalle liste rimaste fuori dalla soglia. Le forze politiche maggiori ottengono così una sorta di premio. Come spiega il costituzionalista Stefano Ceccanti, se ad esempio la prima lista raggiunge il 40% e va "sprecato" un 20% di voti appartenenti alle liste sotto la soglia, la prima lista prenderebbe il 50% dei seggi, visto che avrebbe ottenuto il 40% sull'80% dei voti validi. 

Non è stata mutuata dal sistema tedesco la norma che prevede il ripescaggio del partito che, pur sotto la soglia di sbarramento, ha guadagnato tre collegi uninominali. 

Quali candidati vengono eletti

Si torna in pratica ai capilista bloccati. In ogni circoscrizione i partiti fanno una classifica dei propri candidati, da cui estraggono i propri eletti, secondo il seguente criterio:

  • primo il capolista del listino bloccato;
  • quindi i candidati che hanno vinto dei rispettivi collegi sulla base del maggior numero di voti ottenuti;
  • se restano altri seggi da assegnare, vanno agli altri candidati del listino bloccato successivi al primo, in ordine;
  • se ancora ci sono seggi vacanti, spettano ai migliori candidati che nei collegi non hanno vinto.    

Multi-candidature

Sulla base delle scelte del suo segretario di partito, un candidato può presentarsi in un collegio uninominale e in tre listini bloccati, come nel Mattarellum.

Come evidenzia Dino Martirano sulle pagine del Corriere della Sera, l'abbinamento delle due possibilità, collegio uninominale e listino proporzionale, dà ai leader di partito un'ampia possibilità di programmazione dei propri futuri gruppi parlamentari.

 

http://www.panorama.it/news/politica/come-funziona-nuova-legge-elettorale-tedesca/

03/06/2017