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Disabili nelle Paritarie 12 milioni per il sostegno

 
 
 
 
Paolo Ferrario
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Anche i disabili che frequentano le scuole paritarie potranno contare su un (minimo, per il momento) aiuto economico da parte dello Stato. Ieri il governo ha presentato in commissione Istruzione del Senato un emendamento - firmato dal ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini - al decreto legge sulla funzionalità del sistema scolastico, che assegna 12,2 milioni di euro, a decorrere dal 2017, per il sostegno ai 12.211 alunni disabili delle paritarie. In pratica, per ogni studente saranno stanziati circa mille euro.

Certamente, non basterà a coprire i costi del sostegno, ma, nelle intenzioni del governo, questo finanziamento rappresenta un primo passo per cominciare a «rimediare all’impedimento alla libera scelta delle famiglie» della scuola cui iscrivere i figli, «costituito dall’elevato costo sostenuto dalle scuole per assicurare il diritto al sostegno didattico». Per il sottosegretario al Miur, Gabriele Toccafondi, «inizia un percorso di riconoscimento di un diritto». «Nell’ultimo decennio – ricorda – gli alunni con disabilità iscritti alle scuole paritarie sono aumentati del 60% a fronte di una diminuzione delle iscrizioni. Questo dato ha ulteriormente messo in difficoltà realtà scolastiche paritarie e famiglie. Il governo sta facendo la sua parte invertendo la rotta, un altro passo verso la parità scolastica. Attendiamo adesso l’approvazione del Senato».

L’emendamento sarà discusso oggi e domani in Commissione, per poi approdare in Aula martedì per l’approvazione, che, al più tardi, arriverà entro giovedì della prossima settimana. «L’emendamento – dichiarano Fism, Agesc, Cdo-Opere educative e Fidae, in una nota congiunta – rappresenta un piccolo segnale di attenzione. Analogamente a quanto accaduto con le detrazioni, è evidente che la cifra resa disponibile non rappresenta una risposta adeguata al bisogno e non permette neanche lontanamente alle scuole paritarie di affrontare il costo di un insegnante di sostegno». Per le associazioni dei gestori delle scuole e dei genitori, nell’ottica della «politica dei piccoli passi», si tratta, comunque di un fatto «positivo», soprattutto perché si è «iniziato ad affrontare questo problema così delicato e urgente».

«Auspicano – conclude il comunicato – che tutto ciò si collochi nel contesto di una strategia complessiva che, anno per anno, porti ad incrementare le risorse disponibili a favore di una reale libertà di scelta educativa, sino alla copertura totale del costo per il docente di sostegno». L’emendamento governativo è salutato con favore anche da Salvatore Nocera, consulente per l’integrazione scolastica della Fish, la Federazione per il superamento dell’handicap, che raggruppa le più rappresentative associazioni attive nel settore della disabilità. «È sicuramente un passo in avanti verso la cultura dell’inclusione – commenta l’esperto – e un bene per tutta la scuola». Nocera ricorda come questa misura superi, per certi versi, anche una sentenza della Cassazione che iscriveva il costo del sostegno alla disabilità al «rischio d’impresa» in capo ai gestori delle scuole paritarie.

«Una posizione inaccettabile – sottolinea Nocera – perché contraria a qualsiasi principio di parità scolastica, sancito, da una legge dello Stato». Non sembrano ricordarlo i parlamentari del Movimento 5 Stelle, che parlano di «discriminazione inaccettabile» per «foraggiare ancora una volta le scuole private», mentre secondo Maurizio Lupi, capogruppo Ap alla Camera, si tratta di «un’importante inversione di rotta». «La libertà di educazione vale anche per i disabili», afferma Rocco Buttiglione (Ap), mentre per Renato Schifani, presidente del gruppo di Area popolare Ncd-Udc, con questo emendamento si va verso «una società sempre più inclusiva». 
 
05/05/2016