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  Elezioni amministrative 2017, le cose da sapere

Cassimatis a Grillo, voto è democrazia

Marika Cassimatis, vincitrice ripudiata delle Comunarie M5s genovesi.

ANSA      

 

 

 

L'appuntamento non ha scaldato i big di partito. Più concentrati su legge elettorale e Politiche. Eppure le urne sono un banco di prova per alleanze e possibili coalizioni. Con un occhio ai fuoriusciti M5s.

Mentre continua il braccio di ferro sulla legge elettorale, 1.004 Comuni (9.172.026 elettori) domenica 11 giugno sono chiamati alle urne. Un primo test elettorale per i partiti che, fatta eccezione per il M5s, possono testare alleanze e tenuta sul territorio. La sensazione infatti è che questo appuntamento sia vissuto più come un laboratorio che come un confronto vero e proprio.

CAMPAGNA ELETTORALE SCIATTA. La campagna elettorale non è stata particolarmente scoppiettante, eccezion fatta per le grane dei Cinquestelle palermitani e genovesi. Grande assente è stato Matteo Renzi che ha preferito delegare le comparsate di piazza al vice Maurizio Martina. Almeno quelle più importanti. Il sospetto è che in vista di un flop e con la possibilità di elezioni anticipate (il vero e unico contendere) nessuno sia disposto a metterci troppo la faccia. Il rischio correlato è che ogni assenza possa poi trasformarsi - a disfatta compiuta - in una colpa. Più di un sindaco di provincia, pare interessare il dibattito sulla legge elettorale e le Politiche che saranno. Senza dimenticare le Regionali, bocconi più appetitosi. Accade così in Sicilia dove Beppe Grillo spera (è quasi convinto) di poter piantare la sua bandierina. E poco importa perdere a Palermo, dove il Movimento è stato scosso da scandali, inchieste e audio rubati.

AL VOTO NONOSTANTE TUTTO. Nonostante questo si vota. E lo si fa in quattro Comuni capoluogo di Regione: Catanzaro, Genova, L'Aquila e Palermo; in 22 capoluogo di Provincia: Alessandria, Asti, Belluno, Carrara, Como, Cuneo, Frosinone, Gorizia, La Spezia, Lecce, Lodi, Lucca, Monza, Oristano, Padova, Parma, Piacenza, Pistoia, Rieti, Taranto, Trapani e Verona. Tra candidati, alleanze e scissioni congelate, ex che sfidano Movimenti, ecco una scheda sulle Amministrative 2017.

Comunali 2017

Il vademecum del voto.

1. Da Catanzaro a Palermo: i candidati delle quattro "big"

A Catanzaro per il centrodestra corre nuovamente Sergio Abramo, sindaco uscente (appoggiato da Catanzaro con Sergio Abramo, Catanzaro da Vivere, ​Officine del Sud, Forza Italia, Obiettivo Comune, Federazione Popolare per Catanzaro). Il centrosinistra schiera Vincenzo Antonio Ciconte (Fare per Catanzaro, Alleanza Civica per Catanzaro, Salviamo Catanzaro, Pensionati d’Europa, Catanzaro in Rete, Svolta Democratica, S&D - Socialisti e Democratici con Mottola di Amato, Primavera a Catanzaro - Italia dei Valori, Udc, Pd, Psi). In corsa anche Nicola Fiorita (Catanzaro 1594, Cambiavento, Insieme per Fiorita) e Bianca Laura Granato per il M5s.

GENOVA: CENTRODESTRA E CENTROSINISTRA COMPATTI. La città della Lanterna deve fare i conti innanzitutto con l'astensionismo che in questa tornata potrebbe sfiorare il 49%. Numerosi i candidati: il centrosinistra schiera Gianni Crivello, ex Sel e assessore uscente ai Lavori Pubblici e Manutenzioni, Protezione Civile, Rapporti con i Municipi della Giunta Doria. Ad appoggiarlo sia Mdp-articolo 1 e il Pd oltre ad alcune civiche. Il centrodestra unito invece sostiene Marco Bucci (Lega Nord Liguria, Fratelli d'Italia, Forza Italia Berlusconi, Vince Genova Bucci Sindaco, Lista Enrico Musso Direzione Italia) memore forse del flop delle scorse Comunali quando Musso e Edoardo Rixi appoggiato dal Carroccio corsero separati perdendo contro Doria. Il pentastellato Luca Pirondini deve vedersela con gli ex M5s: Paolo Putti con Chiamami Genova e la vincitrice delle Comunarie poi espulsa dal Movimento Marika Cassimatis. In corsa anche Marco Mori (Riscossa Italia), Stefano Arrighi (Popolo della Famiglia), Cinzia Ronzitti (Partito Comunista dei lavoratori).

 

L'AQUILA, IL CENTROSINISTRA CERCA IL BIS. Il sindaco uscente di centrosinistra Massimo Cialiente passa il testimone ad Americo Di Benedetto appoggiato da Pd, Mdp-Art. 1, Territorio Collettivo, L'Aquila Sicurezza, Socialisti e Popolari per L'Aquila, Democratici e Socialisti per L'Aquila e Frazioni, Il Passo Possibile, Cambiare InsiemeLavoro, Abruzzo Civico. A sfidarlo Pierluigi Biondi appoggiato da tutto il centrodestra: Forza Italia, Unione di Centro, Meloni Fratelli d'Italia, Noi con Salvini, Rivoluzione Cristiana, L'Aquila Futura, Benvenuto Presente 99. Gli altri candidati sono: Fabrizio Righetti per il M5s, Carla Cimoroni con L'Aquila Bene Comune, L'Aquila a Sinistra, L'Aquila che Vogliamo, L'Aquila Chiama chi Ama L'Aquila; Nicola Trifuoggi (Progetto Trifuoggi per L'Aquila, Città Territorio L'Aquila) e Giancarlo Silveri per Riscatto Popolare.

PALERMO, LA CARICA DELLE CIVICHE. A Palermo Leoluca Orlando tenta la quinta elezione a sindaco (la prima fu nel 1985, un'era geologica fa) appoggiato da una serie di civiche dietro le quali si "nascondo" le sigle dei partiti: Alleanza per Palermo, Movimento 139, Democratici e Popolari (un perfetto mix tra Pd e Alternativa Popolare) Sinistra Comune, Uniti per Palermo, Palermo 2022, Mosaico Palermo. Forza Italia appoggia Fabrizio Ferrandelli, ex delfino di Orlando sul cui astro pesa però l'ombra di Totò Cuffaro ex governatore siciliano condannato per favoreggiamento alla mafia. In suo sostegno: Per Palermo con Fabrizio, Cantiere Popolare, Coraggiosi Palermo, Palermo Unione di Centro - Liberali - Popolari, Forza Italia - Palermo, Al Centro - Forza Palermo - Palermo al Centro, Palermo prima di tutto. Dopo lo scandalo firme ricopiate, le sospensioni dei deputati nazionali e la diffusione di audio imbarazzanti, il M5s scommette tutto sull'avvocato e fondatore di AddioPizzo Ugo Forello. In corsa anche Ciro Lomonte per Siciliani liberi, Nadia Spallitta e Ismaele La Vardera (Centrodestra per Palermo, ma anche Noi con Salvini e Fratelli d'Italia). A Palermo la maggioranza si raggiunge col 40% delle preferenze.

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Leoluca Orlando in corsa per il quinto mandato a Palermo.

2. Gli ex M5s alla prova delle urne: il caso Parma

Quelle di domenica sono le prime elezioni in cui espulsi o fuoriusciti pentastellati sfidano il Movimento. Caso emblematico è Parma, l'ex Stalingrado grillina retta da Federico Pizzarotti che dopo aver lasciato il M5s a maggio 2016 ha deciso di ricandidarsi con il suo Effetto Parma. Il sindaco uscente è il favorito e l'uomo da battere anche se forse non riuscirà a vincere al primo turno. Con buona probabilità dovrà vedersela col frontman del Pd Paolo Scarpa. Distaccati la candidata del centrodestra, la leghista Laura Cavandoli e Daniele Ghirarduzzi del Movimento 5 stelle.

I COCCI DEL M5S NELL'EX STALINGRADO. Ghirarduzzi ha così ottenuto l'investitura del capo riunendo intorno a sé, almeno sulla carta, ciò che resta delle stelle di Parma. Impresa a cui aveva lavorato il capogruppo bolognese e socio di Rousseau Massimo Bugani. Fortemente anti-Pizzarotti, Ghirarduzzi è esponente storico del gruppo Amici di Beppe Grillo che nacque dalla prima scissione del M5s cittadino, il 9 giugno del 2014. Va detto che nel 2012 Pizzarotti, 40enne perito elettronico, riuscì in una impresa quasi storica. Al primo turno ottenne un soddisfacente 20% contro il candidato Pd Vincenzo Bernazzoli al 40%. Al secondo turno però il pentastellato ottenne circa il 60% dei voti.

Federico Pizzarotti

Federico Pizzarotti.

Sempre in Emilia, culla e croce per Grillo e i suoi, tenta il bis anche un altro ex pentastellato: Marco Fabbri, espulso nel 2014, che a Comacchio corre con la lista Per continuare insieme appoggiato da Per Fare e Persone e territorio. Più complicata la situazione nel piccolo Comune di Budrio dove nel 2012 il M5s sfiorò la vittoria al ballottaggio contro il Pd. L'allora candidato Antonio Giancon però ha deciso di non ricandidarsi e di sostenere la civica di Maurizio Mazzanti, consigliere uscente che nel 2015 alle Regionali si era candidato con la lista Liberi cittadini sostenuta dagli ex M5s Giovanni Favia e Federica Salsi.

LIGURIA, L'INFLUENZA DI SALVATORE. A Genova, o meglio nell'intera Liguria, il Movimento paga il prezzo delle gestione della consigliera regionale Alice Salvatore. In opposizione alla giovane e intoccabile fedelissima di Grillo, hanno lasciato il Movimento Paolo Putti e altri consiglieri comunali di vecchia data ora in corsa contro Pirondini. Lo stesso vale per Cassimatis, cacciata dal Movimento dopo aver vinto le Comunarie online. A La Spezia finora retta dal centrosinistra, gli ex M5s - tra cui l'ex consigliere Fabio Vistori - sulla scia di Parma hanno fondato Effetto Spezia ed appoggiano la civica di Giulio Guerri. «Lascio un cumulo di macerie, percorse da servi e serpi e io non voglio aver nulla a che fare né con gli uni né con le altre», disse Vistori sbattendo la porta a Grillo & Co. La lista Guerri dovrà vedersela con la candidata pentastellata Donatella Del Turco

LE SFIDE DI MOVIMENTO X E AL. A Reggello, in provincia di Firenze, la lista Reggello Viva riunisce i fuoriusciti M5s di Saverio Galardi, consigliere comunale e delle città metropolitana che ha lasciato il Movimento nel 2014. Il candidato sindaco, il 27enne Jo Bartolazzi sfida così il candidato grillino Roberto Grandis. In Lombardia a Legnano l'ex M5s Daniele Berti con la lista Movimento per Legnano appoggia - insieme con la lista Legnano al Centro - Ornella Ferrario. Movimento che in Senato è rappresentato da Laura Bignami altra espulsa M5s. Gli ex si scontrano con Andrea Grattarola, grillino doc. Alternativa Libera, invece, degli ex M5s Massimo Artini, Tancredi Turco, Eleonora Bechis, Marco Baldassarre e Samuele Segoni, si presenta a Melilli, Siracusa, dove sostiene Mara Nicotra contro il pentastellato Salvatore Gozzo. Mentre appoggia Nicola Trifuoggi a L'Aquila e Michele Croce a Verona, dove il candidato M5s è Alessandro Gennari.

ARTINI SEGONI

Massimo Artini e Samuele Segoni.

3. Scissioni congelate e barlumi di future coalizioni

Nella maggior parte delle città al voto il Pd renziano e Mdp-Articolo 1 corrono insieme. Accade a Palermo dove le forze convergono su Orlando, a Genova con Crivello, a L'Aquila. Pure a La Spezia e ad Alessandria con la sindaca uscente Maria Rita Rossa e La Spezia. In Toscana il nuovo movimento non ha presentato propri candidati ma appoggia quelli di centrosinistra o sinistra. «Non faremo assolutamente niente che ostacoli la riuscita del governo dei sindaci che si stanno presentando», ha spiegato la consigliera regionale Serena Spinelli lo scorso 7 aprile. «Il nostro interese è che la Toscana e i suoi Comuni siano governati dal centrosinistra e non fare qualcosa di diverso per favorire il nostro percorso». Il centrosinistra si presenta diviso a Pistoia dove l'ex renziano Roberto Bartoli dopo aver strappato col Pd si presenta con l'appoggio di due civiche e sfida il sindaco uscente dem Samuele Bertinelli. Centrosinistra esploso pure a Gorizia dove i candidati d'area sono ben sei.

TOSI

Flavio Tosi e la fidanzata candidata Patrizia Bisinella.

Il centrodestra nella maggiorparte delle sfide si presenta compatto: Forza Italia, Fratelli d'Italia e Lega. Fanno eccezione Palermo dove Salvini e Meloni hanno puntato su La Verdera, mentre i forzisti su Ferrandelli. A Frosinone in sostegno del sindaco uscente, il forzista Nicola Ottaviani si uniscono al gruppo anche gli alfaniani di Alternativa popolare.

VERONA, ATMOSFERE SHAKESPEARIANE. Molto più complicata la situazione a Verona. Nel 2007 e nel 2012 Flavio Tosi fece il pieno di voti al primo turno. Dopo la sua cacciata da Carroccio, il centrodestra si trova diviso. Una parte appoggia l'ex leghista Patrizia Bisinella, senatrice di Fare! e fidanzata del borgomastro uscente che l'ha incoronata non potendo correre per un terzo mandato. A lei fanno riferimento i leghisti cacciati o delusi ma anche qualche forzista vicino ai fratelli Giorgetti Massimo e Alberto. Ufficialmente però gli azzurri con Lega e Fratelli d'Italia appoggiano Federico Sboarina che del Tosi I è stato assessore a Sport, Ambiente e Edilizia pubblica. Come in un dramma shakespeariano - del resto siam sempre nella città di Giulietta e Romeo - anche un altro ex tosiano sfida il suo mentore. Si tratta di Marco Giorlo, ex assessore allo Sport cacciato nel 2013 perché sospettato di collusioni con la 'ndragheta e pienamente scagionato l'anno successivo. Sempre a destra contro l'armata tosiana ci sono Roberto Bussinello CasaPound e Filippo Grigolini del Popolo della Famiglia. L'imbarazzo della scelta.

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11/06/2017