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Il livello di istruzione influisce sulle performance cognitive

      

 

Secondo lo studio un livello superiore di istruzione potrebbe prevenire il declino cognitivo associato all’età.

di Francesca Camilli

Anche a molti anni di distanza un maggiore grado di istruzione garantisce migliori capacità di ragionamento. Lo afferma uno studio condotto da Silvia Bunge e da un gruppo di ricercatori dell’Università di Berkeley, pubblicato sulla rivista PLOS ONE. La ricerca ha esaminato la relazione tra il livello di istruzione, le performance e l’apprendimento. L’obiettivo era quello di quantificare l’effetto cumulativo dell’istruzione: la scoperta suggerisce che un livello superiore potrebbe prevenire il declino cognitivo associato all’età.

 

Il lavoro si è basato sull’analisi della performance dei partecipanti a Lumosity, un programma di allenamento mentale online che combina più di 25 giochi cognitivi. I dati analizzati sono stati raccolti da circa 196.000 giocatori di età compresa tra i 15 e i 65 anni, provenienti da Stati Uniti, Canada e Australia, e aventi un diverso background. I partecipanti hanno completato otto test comportamentali per la valutazione delle funzioni esecutive e del ragionamento. Circa 70.000 partecipanti hanno ripetuto i test una seconda volta, dopo 100 giorni di allentamento mentale: ciò ha permesso di valutare i miglioramenti legati alla pratica. I test hanno misurato la performance in aree come la memoria di lavoro, la velocità di elaborazione delle informazioni, la capacità di rispondere in modo flessibile a determinati obiettivi e il ragionamento verbale e non verbale.

Secondo i ricercatori, un maggior livello di istruzione è in grado di predire una maggiore performance, in particolare in alcuni domini cognitivi, come quello del ragionamento. I risultati dello studio sono quindi in accordo con quanto verificato in precedenza, ovvero che il cervello è in grado di adattarsi in risposta alle sfide che incontra, un fenomeno noto come plasticità cerebrale dipendente dall’esperienza. In base a questo principio, gli autori avevano infatti predetto miglioramenti in quelle abilità che vengono continuamente messe alla prova in programmi di studi impegnativi dal punto di vista cognitivo.

 

I ricercatori hanno poi individuato una piccola differenza nella capacità di apprendimento: tra i giocatori che hanno ripetuto i test dopo 100 giorni, un livello maggiore di istruzione è risultato essere associato a un miglioramento più evidente delle performance in seguito all’allenamento. Al tempo stesso i partecipanti diplomati, alla fine del periodo di allenamento, hanno raggiunto dei punteggi simili a quelli ottenuti dai laureati nei test iniziali. La pratica può quindi servire a migliorare la performance, indipendentemente dal livello di istruzione, ma ciò è valido solamente per alcune capacità. Secondo i ricercatori, l’effetto cumulativo dell’istruzione formale potrebbe essere più evidente se venissero testate quelle competenze che vengono normalmente sviluppate nel corso degli studi accademici.

Questo articolo è stato pubblicato qui
15/09/2017