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Inquinamento| La mappa dell’inquinamento dell’aria più dettagliata di sempre

      

 

Per un anno le auto di Google hanno percorso più di 22.000 chilometri, lungo i quali hanno compiuto 3 milioni di misurazioni dell'inquinamento a Oakland, in California.

di Gianluca Liva

 

RICERCA – I ricercatori del dipartimento di ingegneria dell’Università del Texas hanno sviluppato la mappa dell’inquinamento dell’aria di un’area urbana più dettagliata di sempre. Per la raccolta dei dati sono state sfruttate le auto utilizzate da Google Street View, opportunamente equipaggiate con alcuni sensori che hanno mappato la qualità dell’aria con una risoluzione “a isolato”. Questo nuovo approccio iper-locale ha permesso di scoprire come, nel caso specifico preso in esame, l’inquinamento possa variare di molto tra complessi urbani anche molto vicini tra loro. L’equipe che ha coordinato lo studio ha analizzato un’area di 125 chilometri quadrati a Oakland, in California, per un anno intero grazie ai sensori forniti da Aclima, un’azienda californiana specializzata nella produzione di rilevatori ambientali.

 

La nuova tecnica ha permesso di misurare la presenza di inquinamento con una risoluzione spaziale 100.000 volte più grande rispetto a quella garantita dai metodi di monitoraggio in uso. Nella gran parte delle città statunitensi, infatti, viene effettuata una singola misurazione per stimare l’inquinamento su aree che oscillano tra i 150 e i 300 chilometri quadrati. Il sistema proposto dai ricercatori dell’Università del Texas prelevava invece un campione ogni 30 metri, in media ogni 5 numeri civici.

Per un anno le auto di Google hanno percorso più di 22.000 chilometri, lungo i quali hanno compiuto 3 milioni di misurazioni dei livelli di monossido di azoto, diossido di azoto e particolato carbonioso presenti nell’aria. In moltissimi luoghi della città i ricercatori hanno riscontrato livelli d’inquinamento svariate volte più elevati di quelli dichiarati dai sensori utilizzati in via ufficiale dalle autorità ambientali della municipalità di Oakland. Nell’analisi dei risultati è emerso come sia possibile identificare quei punti specifici in cui si riscontrano le più alte concentrazioni di inquinanti. Si tratta di incroci trafficati, zone in cui sono presenti attività commerciali, parcheggi di rivenditori automobilistici, banchine portuali.

Il team di ricerca si augura che questo nuovo metodo di monitoraggio iper preciso possa essere esportato anche in altre realtà urbane nel mondo. In questo modo le amministrazioni potranno lavorare al meglio per contenere l’inquinamento, attuando provvedimenti che vadano a incidere su piccole aree specifiche. Si tratta, secondo i ricercatori, di un metodo che garantirà enormi benefici per la viabilità urbana, per l’economia e per la salute dei cittadini.

@gianlucaliva

Crediti immagine: Università del Texas

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06/07/2017