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L’Arabia Saudita nella commissione Onu per i diritti delle donne:

la volpe a guardia del pollaio 

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L.M.- L’Onu ha eletto l’Arabia Saudita nella Commissione sullo status delle donne per un periodo dal 2018 al 2022., ovvero a garanzia della parità tra i sessi.

Il classico esempio della volpe a guardia del pollaio, e ben 15 Paesi europei hanno votato a favore dell’ingresso dei sauditi in questa commissione.

Sconcerto, stupore, le reazioni a questa notizia, definita “un’assurdità”.

L’Arabia Saudita è una delle nazioni al mondo dove le donne godono meno diritti, lo conferma il Global gender gap, che colloca il Paese mediorientale al 141 posto su 144 nazioni, nella classifica sulle differenze di trattamento tra uomini e donne.

Un Paese in cui la donna è completamente sotto la tutela dell’uomo, vittima di matrimoni combinati, di violenza domestica, di stupri legalizzati e impuniti. In Arabia Saudita le donne non hanno il diritto di guidare un’automobile senza accompagnatore, non possono fare attività sportiva. Vige una separazione dai maschi nei luoghi pubblici, non possono avvicinarsi al mondo del lavoro senza autorizzazione dell’uomo.

A votare a favore dell’ingresso dell’Arabia Saudita nella commissione Onu sarebbero stati anche i seguenti Paesi europei: Belgio, Repubblica Ceca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Portogallo, Svezia e Regno Unito ai quali si sono uniti gli Stati Uniti oltre naturalmente a diversi Stati arabi.

Già anche l’Italia. Chi era il nostro rappresentante?

E cosa ha promesso l’Arabia Saudita in cambio di questa nomina?

 

http://www.articolotre.com/2017/04/larabia-saudita-nella-commissione-onu-per-i-diritti-delle-donne-la-volpe-a-guardia-del-pollaio/

27/04/2017