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L’Italia è malata, serve un Termometro

 

Presentato ieri a Roma “Il Termometro della Corruzione”, il nuovo report dell’associazione Riparte il futuro che propone una strada inedita per valutare l’impatto della corruzione sul nostro Paese, rispetto agli altri Stati membri dell'Ue

In un periodo in cui si parla molto di vaccini, in Italia c'è una grande emergenza, una malattia invasiva, una febbre che continua a salire. Si chiama corruzione e ci riguarda tutti.

Ma la domanda è: in che misura la corruzione impedisce al nostro Paese di crescere?

«Difficile da stimare purtroppo», dice Priscilla Robledo campaigner di Riparte il Futuro, «ad oggi offrire una misura precisa del problema risulta impossibile poiché si tratta di un fenomeno sommerso e per sua natura non quantificabile, ed è per questo che abbiamo pubblicato questo report».

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Con il Termometro della Corruzione, Riparte il Futuro prende in esame la correlazione che intercorre tra la corruzione e alcuni indicatori di efficienza del sistema giuridico ed economico e di trasparenza delle Istituzioni per valutare l’impatto di tangenti e malaffare e suggerire delle soluzioni per “curare la febbre dell’Italia”.

Gli effetti sul nostro Paese sono evidenti, “la fascia sociale che ne paga il prezzo più alto è quella dei giovani, soprattutto i disoccupati” dice Boldrini. “La Corruzione, oltre ad essere una gigantesca questione morale è anche una vera e propria rapina di risorse che viene fatta alla collettività. Lo studio di Riparte il Futuro, prosegue Boldrini, indica che la corruzione indebolisce la fiducia dei cittadini verso le istituzioni e danneggia la credibilità del paese all’estero.”

 

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I risultati emersi evidenziano importanti correlazioni tra alcuni aspetti della società e l’incidenza della corruzione, di seguito tre elementi specifici, che nel report vengono motivati e sostenuti da fonti e dati:

  • clientelismo cioè la propensione dei governi a favorire specifici soggetti o aziende tramite l’assegnazione di commesse e appalti o facilitando l’approvazione di norme ad personam. L’Italia nel 2016 risulta terzultima seguita da Slovacchia e Ungheria Quando il livello di clientelismo scende o sale diminuisce o aumenta anche il livello di corruzione.

  • trasparenza delle decisioni pubbliche l’Italia si classifica al penultimo posto in UE seconda solo all’Ungheria. Se aumenta la trasparenza nell’agire amministrativo, la corruzione diminuisce.

  • sviluppo e performance digitale la correlazione tra livello di corruzione e sviluppo digitale è molto forte: più sono elevati lo sviluppo e la performance digitale in un Paese dell’UE, inferiore è il livello di corruzione, e viceversa. Aumentare, mediante investimenti, la digitalizzazione in Italia potrebbe portare ad una riduzione del livello di corruzione.

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È compito di tutti curare l’Italia, pretendere quindi trasparenza della politica, digitalizzazione della pubblica amministrazione e del paese in generale, promozione di strumenti che assicurino la certezza del diritto e semplificazione burocratica Riparte il Futuro ha come obiettivo quello di informare e di mobilitare i cittadini e far crescere la consapevolezza sulla corruzione.

Nel pomeriggio, c’è stato un’azione dimostrativa organizzata davanti a Palazzo Montecitorio a corollario della presentazione del report: in cui gli attivisti di Riparte il futuro a bordo di una finta ambulanza hanno distribuito confezioni di “Trasparentina”, la pillola di trasparenza quotidiana, per combattere i sintomi della corruzione dilagante.

 http://www.vita.it/it/article/2017/05/26/litalia-e-malata-serve-un-termometro/143531/
 
27/05/2017