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La mentalità clientelare e paramafiosa del M5S romano e il silenzio

dell'opposizione

 

 
Facciamole fare i peggiori errori, facciamola cuocere nel suo brodo, facciamola andare a sbattere. Così poi utilizziamo tutti i suoi sbagli per nostra propaganda elettorale. 

Questa è l'impostazione del PD e di tutte le opposizioni rispetto alla sciagura di Virginia Raggi (fa piccola eccezione il partito di Alfio Marchini in virtù dell'attivismo di Alessandro Onorato). Un modo di fare opposizione rispetto al quale "ce semo boni tutti". Un modo di fare opposizione che umilia il concetto stesso di politica e che crea danni ai cittadini tanti quanti ne generano le scelte forsennate della maggioranza. Perché "a sbattere" ci andiamo tutti. E talvolta in maniera irrimediabile, con danni permanenti e con conseguenze di lungo o lunghissimo periodo.

Ed è proprio in questo senso che la scelta delle opposizioni resta incomprensibile e suicida. Va bene la strategia, va bene il doppio gioco, va bene la real politik e il gioco astuto dei politicanti navigati contro gli amministratori inesperti. Ma qui si esagera: qui si continua a mettere la testa sotto la sabbia non a fronte di un mero e banale mal governo (cui peraltro la città è assai abituata), bensì a fronte di scelte amministrative criminali, surreali, folli che lasceranno cicatrici aperte e sanguinati per lunghissimi anni. E che renderanno il campo impraticabile anche per chi amministrerà dopo.

L'atroce Regolamento sulle bancarelle che la maggioranza vuole approvare oggi in Aula è un esempio fulgido: non è solo un errore di Raggi da giocarsi in campagna elettorale, non è solo un esempio da portare in ogni tv nazionale per spiegare come i Cinque Stelle siano il partito che più di ogni altro risulta schiavo delle peggiori cricche, caste e lobbies, ma è anche un provvedimento che avvelena i pozzi, che rende la città ingestibile pure per chi arriverà dopo. Che ne pregiudica e ne tarpa qualsiasi speranza di riscatto. 

Lo stesso per quanto riguarda la riforma dei cartelloni e della pubblicità stradale. Il fatto che i Cinque Stelle stiano massacrando il provvedimento avrà conseguenze per decenni e impedirà anche a chi amministerà dopo il 2021 di realizzare servizi indispensabili per la cittadinanza.

Avere devastato l'azienda delle Farmacie Comunali per favorire le cricche dei lavoratori e dei fornitori, aver comunicato al mondo che la città è ufficialmente incapace di vedere e realizzare il proprio futuro con la goffa rinuncia alle Olimpiadi (da quel momento tutte le aziende dotate di raziocinio hanno iniziato a pianificare il disimpegno dalla città, e pian  piano andranno via tutte), aver raso al suolo l'unico sviluppo immobiliare di caratura internazionale come quello di Tor di Valle trasformandolo nell'ennesima speculazione edilizia alla romana modello Bufalotta o Ponte di Nona, aver regalato alla città per i prossimi decenni i ruderi delle Torri dell'Eur o l'abbandono della Ex Fiera di Roma sono fatti che chi arriverà in futuro si ritroverà sul groppone. Sono fatti che connoteranno come negative anche le amministrazioni dopo. 

Ma l'assenza di opposizione rispetto a fatti gravi e dirimenti non ha solo queste conseguenze. Ha anche delle conseguenze culturali. L'opposizione in questa fase dovrebbe contribuire a creare un racconto diverso della città, a spiegare alle fasce più attente della cittadinanza cosa si sta sbagliando, dove si dovrebbe andare, perché lasciare ferma per un anno la differenziata alle cifre lasciate dalla Giunta Marino è un crimine, perché dire che "non servono impianti" è un crimine, perché bloccare l'impiantistica di riciclo di Rocca Cencia è un crimine. Dove è questa parte politica che edifica una narrazione ostinata e contraria del regime pentastellato al governo? Nessun cittadino in questi mesi sta crescendo dal punto di vista civico (fatta eccezione per quelli che leggono Roma fa Schifo e altri pochi blog eroici). Nessun cittadino sta capendo che questa gestione di Atac è assurda, che questa gestione di Ama è assurda, che questa gestione dei lavori pubblici è assurda e così via. Non c'è un solo uomo politico di minoranza che ha spiegato ai cittadini quanto è devastante la sciatteria amministrativa nel gestire il verde pubblico (dal 1 aprile i parchi restano aperti la notte), non c'è un solo uomo politico di minoranza che ha spiegato quanto è clientelare far tornare i consigli di amministrazione nelle municipalizzate e nessuno che ha spiegato quanto è grave aver fatto ricorso contro l'istituzione del Parco Archeologico del Colosseo.

Ma finché c'è malgoverno è un conto, ma ora si sta salendo di grado. Si stanno iniziando a approvare "regolamenti". Come succede oggi pomeriggio in Aula. Significa che la mentalità clientelare e paramafiosa dei pentastellati romani (non è lo stesso fuori da questa città per fortuna) si sta distillando in atti strutturali che determineranno la nostra vita, quella dei nostri figli, quella delle amministrazioni future.

Stare zitti ora significa accettare di governare domani su un cumulo di macerie. Lo si può fare solo se si è in profonda cattiva fede. 
 
http://www.romafaschifo.com/
01/06/2017