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Pd sconfitto alle amministrative, ma Renzi nega l'evidenza

 

 

Perse le roccaforti storiche in Liguria e Toscana. E anche L'Aquila. I dem bene solo in Puglia e a Padova. Ma l'ex premier dice: «Risultati a macchia di leopardo». E nega l'evidenza. Arroccato in difesa.

Persa Genova, persa La Spezia, persa Pistoia, persa Carrara, persa L'Aquila, persi tutti e sei i comuni al voto in Emilia. Persa anche Sesto San Giovanni, la ex Stalingrado d'Italia. Eppure Matteo Renzi, niente: non riconosce la sconfitta di un partito che guida da quattro anni.

Poco dopo la mezzanotte, era stato Ettore Rosato, il capogruppo dei dem alla Camera a dire: «Le elezioni sono andate male, abbiamo perso. Noi non ci iscriviamo alla lista di chi vince sempre». Ma appena un'ora più tardi, Renzi smentisce tutto, parlando di risultati «a macchia di leopardo». Qualcuno, ha scritto l'ex premier su Facebook, «dirà che ci voleva la coalizione, ignorando che c'era la coalizione sia dove si è vinto, sia dove si è perso». E ancora: «Ci fanno male alcune sconfitte, a cominciare da Genova e l'Aquila ma siamo felici delle affermazioni di Sergio a Padova, di Rinaldo a Taranto, di Carlo a Lecce». E poi giù a elencare risultati marginali, ricalcando quello che aveva fatto l'arcinemico Beppe Grillo dopo il primo turno: «Ma più in generale da Ermanno a Cernusco sul Naviglio fino a Francesca a Sciacca, da Marco a Mira fino a Tommaso a Molfetta tutta Italia vede risultati belli e sorprendenti di alcuni dei nostri». E alla fine il segretario arroccato in difesa sembra quasi evocare un pareggio che non c'è stato: «Menzione speciale per Veneto e Puglia, regioni dove andiamo meglio del previsto. Peggio del solito Liguria e Emilia Romagna. Luci e ombre in tutte le altre zone».

 

 

Al Nazareno ci si prepara a un vero e proprio assedio di chi, dalla minoranza interna, agli "scissionisti" di Mdp, fino alla sinistra di Pisapia, spingerà sulle alleanze e un "nuovo centrosinistra" per mettere in discussione la leadership di Renzi. Ma per ora la linea del segretario non cambia. Proprio i ballottaggi - notano i suoi - dimostrano che bisogna smetterla di lacerarsi ed elucubrare sulle alleanze, ma lavorare a un Pd "largo" per battere la destra al voto. Dopo il disimpegno degli ultimi giorni, Renzi non si fa vedere neanche al Nazareno nelle ore dello spoglio. Nella giornata parla di sport su Facebook e a chi lo invita a lasciare la politica per la Domenica sportiva, ricorda i "centinaia di migliaia" di voti che da poco lo hanno rieletto segretario e lo spingono ad andare avanti. Un segnale alla minoranza di Andrea Orlando e Gianni Cuperlo che ha già dato segno di voler mettere in discussione il segretario.

IL TENTATIVO DI RIAPRIRE IL CONGRESSO. Gli avversari interni proveranno a "riaprire il congresso": non se ne parla, affermano al Nazareno. In serata il segretario telefona al neoletto sindaco di Padova Sergio Giordani, che ha sconfitto il leghista Massimo Bitonci. Ma è una delle poche gioie di questa tornata elettorale. E' un voto locale, ribadisce lui: molti dei candidati, da Genova a Parma, si possono dire tutt'altro che renziani. Ma, ammettono, il centrodestra ha saputo aggregarsi e portare i suoi (ma anche un pezzo di elettorato M5s) a votare. Il centrosinistra paga "moltissimo le divisioni interne, la scissione, aver inseguito M5s, la parcellizzazione", afferma Rosato. Mentre sui social c'è chi, come Angelo Rughetti, se la prende con Paolo Cento e quella sinistra "riesce sempre a perdere pur di dire che è colpa degli altri. #molliamoli". "Il Pd isolato politicamente e socialmente perde quasi ovunque. Cambiare linea. Ricostruire il centrosinistra subito", scrive su Twitter Orlando che martedì riunirà la sua area proprio per chiedere una svolta in questo senso e poi con Cuperlo sarà alla manifestazione del 1 luglio a piazza Santi Apostoli.

IL DEBOLE BLITZ DI ORLANDO. Renzi dovrebbe convocare per il 10 luglio la direzione, intanto venerdì e sabato riunirà a Milano i circoli Dem, in cui si attendono parole nette sulla prospettiva dei prossimi mesi. Ma intanto i renziani invitano Orlando ad andarci piano nell'analisi: i risultati peggiori si sono avuti nella sua Liguria, han perso candidati civici di centrosinistra, il che mostra che "coalizione non è una risposta". Dalla legge elettorale, allo ius soli (vista l'affermazione della destra), ora tutto tornerà sotto le lenti del dibattito della sinistra. Gongola la sinistra di Pisapia e Bersani, che avrà più forza sabato in piazza Santi Apostoli nel lanciare la sua "alternativa". Ma Renzi ai suoi predica calma e pazienza: il confronto è appena all'inizio.

http://www.lettera43.it/it/articoli/politica/2017/06/25/pd-sconfitto-alle-amministrative-ma-renzi-nega-levidenza/211707/

 

26/06/2017