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Pericolo nucleare tra Ischia e Procida

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-Giuseppe Barcellona- Il 14 gennaio 1970 il quotidiano “Roma” informava gli italiani di una presunta operazione militare svolta dai sovietici con 37 imbarcazioni e diversi sottomarini al largo delle nostre coste; la notizia non fu ripresa dalle maggiori testate nazionali, secondo alcuni fu un vero e proprio boicottaggio imposto dall’alto, una censura in un delicatissimo momento della guerra fredda.

Secondo questa fonte i sovietici avrebbero abbandonato sul fondale del golfo di Napoli venti testate nucleari che sarebbero state innescate a distanza nel caso in cui la guerra fosse scoppiata veramente; la notizia sembrò una bufala, o per meglio dire come tale fu catalogata, ma a distanza di anni dopo la consegna al SISMI (1995) dei documenti di Vasilij Nikitic Mitrokhin sottratti al K.J.B., spuntarono alcuni documenti che posero degli interrogativi.

Nei documenti dell’archivio Mitrokhin oltre alle prove del finanziamento diretto da parte del Cremlino al P.C.I., spuntò il nome del faccendiere o presunto tale Mario Scaramella, una ambigua figura consulente di varie istituzioni italiane e straniere scampato miracolosamente a due attentati; secondo i gossip del tempo costui era uno dei pochi a conoscere l’esatta ubicazione di una antenna installata dai sovietici in una villa di Ercolano e di proprietà di un boss della camorra.

Immaginare una azione del genere da parte dei sovietici fa un po’ senso, ma nel periodo storico di cui stiamo parlando azioni militari di questo tipo erano pertinenti al clima della guerra fredda che toccava il proprio apice, infatti, quello stesso anno gli americani risposero a questa rappresaglia attuando il Golpe Borghese, le prove generali del colpo di stato che in Italia poi non si concretizzò mai.

Esistono altre prove per dimostrare la veridicità di questo evento e valutare la pericolosità per l’ambiente degli eventuali ordigni ancora presenti sul fondale marino?

Nel 2004 Guido Bertolaso Direttore del Dipartimento della Protezione Civile e la Capitaneria di Porto di Napoli si interessarono alla vicenda ma da allora un silenzio di tomba ha avvolto il caso; fu poi la volta del Coordinamento Nazionale Bonifica Armi Chimiche Sezione Campania a chiedere insistentemente alle autorità lumi sull’accaduto ma anche in questo caso senza risposta.

Eppure esiste un documento ufficiale dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica  datato Settembre 2001 in cui si parla di un “Incidente non confermato” riguardante missili nucleari inabissati e mai recuperati.

C’è anche il lavoro della Commissione Parlamentare d’Inchiesta relativa all’attività spionistica svolta dal K.J.B. sul territorio nazionale esaminante la questione di un sottomarino sovietico della classe “November” che avrebbe compiuto questa azione di guerra per compromettere l’operatività della base navale americana di Napoli che ai tempi era tra le più importanti; l’obbiettivo secondario era detonare le bombe nel caso in cui fosse scoppiata la terza guerra mondiale.

Fu secca e sdegnata la smentita del portavoce della Marina Russa anche se l’attività navale sovietica in quella zona è provata da un misterioso incidente tenuto nascosto ai media, quello verificatosi tra il traghetto di linea “Angelina Lauro” e un piccolo sommergibile sovietico di scorta della classe Foxtrot; questo incidente fu confermato dall’equipaggio del traghetto ma la documentazione relativa poi sparì misteriosamente dalla Capitaneria di Porto di Napoli.

Secondo le ricostruzioni dei ben informati il sommergibile incaricato di questo lavoretto per conto dei sovietici fosse il K-8 che tre mesi dopo affondò nel golfo di Biscaglia in circostanze misteriose; si inabissò a 4.700 metri di profondità con i 52 membri dell’equipaggio e 4 delle 24 testate nucleari di cui era fornito; i conti tornano, si è sempre detto che le bombe tra Procida ed Ischia fossero venti ma la vicenda lontana nel tempo e mai affrontata seriamente ne dai media ne dalle commissioni che si sono succedute è finita nell’oblio.

Se fosse vero queste testate nucleari potrebbero essere un pericolo per la salute della fauna marina e della popolazione, esaminare a fondo i fatti e giungere ad una risposta chiara e definitiva sarebbe auspicabile.

 

http://www.articolotre.com/2017/05/pericolo-nucleare-tra-ischia-e-procida/

11/05/2017