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Ragazze, prevenire è meglio che crepare

Femminicidio Michela

 

 

 

Per gli esperti anti-femminicidio i partner vanno controllati come i fibromi all’utero: di solito sono benigni, ma possono degenerare. O altrimenti uccidiamo noi per prime. Così daranno il porto d'armi ai mariti.

  

 

Io sono Michela. E non solo perché appoggio la fiaccolata organizzata nel pomeriggio di sabato 6 maggio 2017 per chiedere giustizia in nome di Michela Di Pompeo, la professoressa del liceo tedesco di Roma massacrata nel sonno dal compagno con un peso da palestra. Io sono Michela, e lo sono tutte le donne come lei, mature, consapevoli, fiere, capaci di parlare e di ragionare di violenza sulle donne - Michela lo faceva con i suoi alunni in lezioni che quei ragazzi non dimenticheranno mai e che danno alla sua morte i colori lividi del martirio.

CRIPTO-BRUTI COL RAPTUS IN CANNA. Ma né la maturità né la consapevolezza proteggono le donne da un partner che diventa mostro. Forse nemmeno l’educazione, specie se intesa come «corsa ai ripari» e non come progetto a 360 gradi e a lungo termine. Del resto indicare l’educazione-vaccino come unica arma efficace contro la violenza di genere è come ammettere che per uomini e donne adulti e anziani, cioè la fascia d’età in cui i femminicidi vengono commessi e subiti, non c’è più niente da fare, la testa non gliela cambi più. Gli uomini sono cripto-bruti con il raptus sempre in canna e le donne devono tenerseli così.

Se non basta la pecauzione, il minimo che si può dire è che lei si è comportata da sventata, se non addirittura da provocatrice, come si faceva per le vittime di stupro con la minigonna

 

Per fortuna c’è la panacea di tutti i mali, la prevenzione: secondo i suoi cultori e cultrici, una donna dovrebbe controllare il partner come fa con i fibromi all’utero e i noduli al seno, di solito sono benigni ma possono degenerare in qualcosa di brutto. E se lei non fa abbastanza prevenzione, se sottovaluta i campanelli d’allarme, se non basta un ceffone o una minaccia a farle adottare l’unica forma di prevenzione efficace, cioè trasferirsi sotto falso nome in un altro continente, previa plastica facciale, tipo programma di protezione per i pentiti, e poi succede che lui le spacca la testa nel sonno, il minimo che si può dire è che lei si è comportata da sventata, se non addirittura da provocatrice, come si faceva in un passato recente delle vittime di stupro che indossavano la minigonna.

SE SPARASSIMO PER PRIME, SUBITO LA LEGGE. Ci sarebbe un altro modo per uscire vive da una relazione finita, e cioè uccidere per prime. Ma vogliamo scommettere che se ogni due giorni in Italia un uomo venisse trucidato dalla compagna sarebbe già stata approvata a tambur battente una versione domestica della legge Reale, e a ogni neo-marito, insieme col certificato di matrimonio, verrebbe rilasciato d’ufficio il porto d’armi?

 

http://www.lettera43.it/it/articoli/cronaca/2017/05/05/ragazze-prevenire-e-meglio-che-crepare/210445/

06/05/2017