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Roma ha troppi stranieri". Analisi dell'ultima sciocchezza xenofoba di Virginia

      

 

 
 
 
Hai perduto le elezioni, hai in mano i sondaggi segreti sulla principale città che amministri - Roma! - che parlano di numeri a singola cifra, ci sono tra poco le politiche e devi far partire una roboante campagna elettorale se non vuoi mandare all'aria tutto il castello di menzogne e populismo che ti ha consentito, in un paese devastato, di accrescere negli anni i tuoi consensi. 

E allora cosa c'è di più facile che partire con una tirata xenofoba e razzista contro gli stranieri? Funziona sempre (specie in una città provinciale, ignorante, coatta e incarognita), non impegna e, seppure non fa guadagnare grandi voti, di certo non ne fa perdere perché i tuoi target non hanno diritti di base, figurati quello di votare per i tuoi avversari.
Funziona così quando la politica decide di farsi eterodirigere da delle società di comunicazione. Le società di comunicazione osservano i big data, i flussi si informazioni, quello che tira sui social, fanno analisi e escono con il referto impeccabile: cosa odiano di più i romani? Gli zingari ovviamente. E allora giù sugli zingari. Cosa dà fastidio di più ai romani? Gli stranieri ovviamente. E allora giù a dire che Roma ne ospita troppi. Dove sono andati i voti che prima erano nostri e ora non lo sono più? Verso la destra lepenista ovviamente. E allora sotto a scippare i temi peggiori della destra lepenista.

Il tutto nel quadro di una linea politica farsesca e caricaturale per la quale a dicembre 2016 i migranti sono "fratelli" e li ospitiamo e invece nel giugno 2017 sono troppi e un problema da scaricare ad altri.

Naturalmente come quasi ogni considerazione pentastellata - almeno a Roma - il grosso è una marchiana bugia. Questa volta appesantita dall'aggravante meschina e razzista di un tentativo di recuperare consensi giocato sulla pelle degli ultimi.

Sia chiaro, è vero che Roma è o per lo meno appare piena zeppa di sbandati sulle strada. Trombano sui marciapiedi, si accampano in ogni parco pubblico, trincano vino Tavernello o Castellino fino a esserne impregnati puzzando come capre che li piglieresti a ceffoni. Quello che non è vero è ciò che dice la Sindaca: "Roma è sottoposta ad una forte pressione migratoria". Idiozia. Basta aprire i numeri e scoprire che questa è solo una nuova bugia (con l'aggravante, appunto) della signora Virginia Raggi. 
Roma è chiamata in questa particolare fase storica a gestire molti meno migranti rispetto a Milano ad esempio. Il problema è che non è capace di gestirli per il semplice fatto che stiamo parlando di una città inabile anche a coprire le buche sulle strade o a sfalciare l'erba nei parchi pubblici. Roma inoltre, rispetto alle altre grandi capitali del mondo nel novero delle quali dovrebbe avere l'ambizione di collocarsi, ha percentuali di residenzialità straniera risibili. Londra, New York, Parigi queste sì sono città piene di stranieri. Ma anche Berlino e perfino Vienna, Zurigo e Barcellona.

Il punto è che altro gli stranieri vengono gestiti e vengono considerati una risorsa per la città (anche cultura, per dirne una, ma soprattutto economica che è e deve essere il primo sano motivo che muove la corretta gestione urbana e civile) non solo un problema. 

E' naturale che per far sì che stranieri e immigrati vivano in maniera dignitosa devi avere una città che funziona e soprattutto un'economia che si muove. Insomma devi fare lavoro. La naturale valvola di sfogo per questa gente ad esempio è il settore delle costruzioni. Al di là di facili e suggestive narrazioni su ricerca, finanza e start-up, il vero pilastro su cui si basa il benessere economico se non dei paesi occidentali quanto meno delle loro grandi aree urbane è il settore delle costruzioni. Da Londra a tutta la Germania, da Lisbona a Istanbul passando per Milano: le città per essere definibili tali sono organismi che cambiano in continuazione, solo i presepi e gli outlet disegnati come finti villaggetti rimangono sempre uguali a se stessi. Questo cambiamento continuo porta qualità, benessere, lavoro, sfida. Roma ha deciso, non si sa bene perché, di non prendere parte a questa partita. Ma se - magari con la scusa che in passato si è costruito male, cosa peraltro verissima - tieni questo comparto bloccato per motivi di incapacità e di ideologia allora come puoi poi lamentarti che ci sono troppi immigrati in giro a dar noia in città? Manca una firma per far partire il grande cantiere degli Ex Mercati Generali a Via Ostiense, quanta gente potrebbe impiegare? Molta di questa gente sta con un cartone sotto un albero a Colle Oppio ma la colpa è solo di chi non fa girare la città, non fa muovere la città, tiene bloccata la città in ossequio alle proprie tare mentali.

In un anno di amministrazione il governo a Cinque Stelle di Roma ha provocato una emorragia di posti di lavoro - specie nel settore delle costruzioni dove gli operai sono stranieri sovente - da fare spavento. Le torri dell'Eur, lo scandalo palazzinaro in cui è stato trasformato il progetto dello Stadio della Roma, la ex Fiera bloccata a causa di una delibera folle, gli ex Mercati fermi perché alcuni grillini fondamentalisti del Municipio si oppongono. Tutto bloccato. Roma non ha tanti immigrati, Roma è una città inefficiente e male amministrata che non è in grado di gestire alcunché, neppure i suoi stessi cittadini (tra l'altro molto, ma molto più irrispettosi e problematici dei cittadini ospiti).

Tra l'altro c'è anche un tema - che qui accenniamo soltanto, ma che andrebbe approfondito e magari lo faremo in futuro - di qualità degli stranieri che arrivano. Se a Londra arrivano indiani ingegneri che inventano le tecnologie più straordinarie del paese e qui arrivano indiani analfabeti utili al racket che gestisce le migliaia di bancarelle forse bisognerebbe porsi qualche domanda. E forse bisognerebbe riformattare l'economia della città affinché non sia vittima di cricche, monopoli e lobbies che hanno gioco facile ad avere schiavi immigrati invece di collaboratori. Peccato che in un anno il Movimento 5 Stelle ha lavorato "pancia a terra" (come piace scrivere ai ghost writers della Sindaca) per tutelare invece che per sconfiggere i business mafioseggianti di questa parte dell'economia della città. 

Roma inoltre è una città dove non si rispettano le regole. Non si fanno rispettare sia per mancanza di normative, sia per incapacità e scarsa voglia di lavorare delle forze dell'ordine, molte delle quali a diretta dipendenza del Sindaco che, fino ad oggi, tra spingere le persone a darsi da fare o blandire i sindacati ha sempre optato per la seconda scelta. 

Se l'economia viene tenuta artatamente bloccata e se controlli&sanzioni sono inefficienti immigrati (e italiani) si comportano male in maniera automatica. Vogliamo dare la colpa a loro o guardiamo il problema in maniera più ampio?

Dopo il post xenofobo della Sindaca sul blog di Beppe Grillo (tra ettari di pubblicità Ad Words e Outbrain) è comparso un nuovo contenuto, stavolta ancora più xenofobo, riguardante i campi rom. Su questa faccenda abbiamo già smentito facilmente l'amministrazione raccontando quale bugia si cela dietro al progetto di chiusura di due campi a Roma. Ma alle menzogne stavolta si unisce la suggestione utilissima per parlare alla pancia dei cittadini. "Chi chiede l'elemosina è fuori, chi scippa in metro è fuori" tuona Grillo sprezzante del ridicolo. 
Agli autori dei testi del blog, coordinati da un agghiacciante ex concorrente del Grande Fratello che dichiarò a Le iene che "gli immigrati puzzano", qualcuno dovrebbe spiegare che le scippatrici minorenni che infestano la metro capitolina partendo da vari campi rom del sud est della città, nessuno può far nulla finché le leggi nazionali rimarranno queste. 

Un movimento politico serio avrebbe, dopo un anno di esperienza sul campo nella più complicata città del paese, presentato un pacchetto di leggi al Parlamento da approvare rapidamente per avere finalmente gli strumenti per governare un sistema complesso come è Roma. Perché è questo quello che manca davvero. "Cari Ragazzi" avrebbero dovuto dire i parlamentari a Cinque Stelle a Montecitorio "noi amministriamo con immensa difficoltà Roma da 12 mesi. Abbiamo riscontrato che molte leggi nazionali non sono adeguate ai casini che ci sono laggiù e vanno adeguate ai tempi, queste sono le proposte. Votiamole insieme perché domani magari Roma la governerete voi e senza queste modifiche sarà anche per voi, come è stato in passato, impossibile". Magari i partiti di maggioranza gliele avrebbero pure votate. Tra l'altro su questo spirito e su queste sintonie nasce il Movimento 5 Stelle. Secondo voi lo hanno fatto? Secondo voi lo faranno mai? O secondo voi continueranno a scrivere sui blog "i rom fuori" che è molto più facile?

Insomma sintetizzando: non è vero che Roma è sotto scacco da chissà quali flussi migratori anomali (le quote sono fissate dal Ministero e chiederne la modifica non è solo eticamente meschino prefigurando una capitale che invece di farsi carico dei problemi dando l'esempio li svicola, ma significherebbe appesantire altre città italiane), non è vero che si sta affrontando e risolvendo il problema dei campi rom, non è vero che la oggettiva delinquenza di una parte dei rom a Roma è qualcosa di affrontabile da parte del Comune (se ne deve occupare il Parlamento e il Ministero dell'Interno), mentre è vero che molte cose si potrebbero risolvere sbloccando l'economia della città tenuta nella depressione più assoluta e inedita per questioni di ideologia e di incapacità ed è vero in ogni modo che molti problemi verrebbero meno se fossero applicate in maniera radicale e drastica le regole che già esistono. Solo che a fronte di regole rigide e integerrime applicate a 5mila migranti, poi bisognerebbe applicarle allo stesso modo a 3 milioni di romani. Questo è molto impopolare. E benché ve ne sia un grandissimo bisogno, le cose impopolari il Movimento 5 Stelle ha perfino meno voglia della vecchia politica di implementarle. 

Prima ancora che una moratoria sui migranti sarebbe possibile avere una moratoria sulla politica mediocre, incapace, impreparata, populista? Potrebbe occuparsene il prefetto?
 
http://www.romafaschifo.com/2017/06/roma-ha-troppi-stranieri-analisi.html
15/06/2017