di Piero Ragone

 

Viviamo in un contesto culturale sopraffatto da due voci contrastanti che non solo confondono e disorientano ma, con risultati sempre più allarmanti, stanno progressivamente estinguendo le nostre aspirazioni spirituali. Da una parte, il dogma cristiano della trascendenza di Dio e dell’incolmabile distanza tra l’Uomo e la divinità vuole convincerci che l’esperienza terrena dell’essere umano non è interpretabile secondo i concetti di evoluzione e progresso ma solo in termini di merito. Lo scopo dell’esserci sulla Terra sarebbe determinare il destino delle nostre anime nell’esistenza  post mortem: Paradiso o Inferno. In tal modo, l’ideologia cristiana nega la possibilità di una comunione tra essere umano e divino: l’Uomo della cristianità può ambire a godere della grandezza di Dio ma non può parteciparvi e non può aspirare ad una perfetta aderenza con il Divino. 

Di parere opposto, il pensiero scientifico interpreta l’esistenza secondo i criteri della teoria evoluzionistica del biologo britannico Charles Darwin. Il Darwinismo elimina Dio come causa della Vita e si limita a considerare esistenza solo il tempo che ogni essere vivente trascorre sulla Terra,  escludendo un prima e un dopo. La scienza tradizionale non considera le ambizioni spirituali dell’Uomo e non riconosce l’esistenza dell’anima.

Tuttavia, a partire dalla seconda metà del 900, alcuni ricercatori hanno dato vita ad una nuova, fortunata corrente di pensiero, nota come Teoria degli Antichi Astronauti, che individua in un  intervento volontario ed esterno il principio della nascita della vita sul  nostro pianeta.

Sostituendo  il concetto religioso del  dio creatore con  l’idea che esseri non terrestri provenienti da altri luoghi abitati del cosmo abbiano plasmato la vita terrestre, i Teorici del Paleocontatto sostengono che gli dèi delle mitologie e dei libri sacri del nostro passato siano in realtà civiltà aliene che hanno colonizzato il nostro pianeta per depredarne le risorse. Di conseguenza, l’Uomo sarebbe stato creato come schiavo da sfruttare nell’opera di approvvigionamento.

Il Darwinismo e la Teoria degli Antichi Astronauti condividono il tema della casualità come principio fondante, ma con una differenza sostanziale: per la scienza, il caso che determina l’evoluzione di un organismo è una combinazione fortuita, ma spontanea e naturale, tra stimoli dell’ambiente circostante e capacità di adattamento del soggetto. La casualità secondo la Paleoastronautica è invece innaturale e forzata ed è il risultato di esperimenti su forme primordiali  di vita umana potenziate con innesti genetici, da cui la creazione in vitro dell’Uomo.

Queste teorie, che riducono la spiritualità ad un vano tentativo di sfuggire alla crudele realtà (per tali studiosi saremmo soltanto cavie da laboratorio), stanno diffondendo un clima di sfiducia e  svalutazione della vita, con la conseguente perdita di valori fondanti che dovrebbero conferire dignità all’Uomo, non svilirlo.

Il nostro spirito non accetta queste interpretazioni nichiliste e fuorvianti, che non rispondono al livello di consapevolezza che la coscienza collettiva ha oggi conseguito. La nostra innata vocazione  all’evoluzione conduce da sempre l’Uomo alla ricerca interiore, all’accrescimento dell’anima in termini di luce, espansione, perfezionamento.

L’innalzamento vibrazionale delle nostre coscienze chiede molto più di un dogma religioso o di un teorema scientifico; uno dei capisaldi del nostro pensiero è la convinzione che l’Universo sia un unico, straordinario organismo vivente che pullula di vita, di esseri la cui esistenza ha avuto inizio forse milioni di anni prima della nostra, e che hanno conseguito lo status  di divinità dopo un lungo processo di crescita. È lo stesso destino che attende l’Essere Umano: “Come  l’Uomo è adesso, Dio era una volta; come Dio è adesso, l’Uomo potrà essere”.

In accordo con l’enunciato biblico secondo cui i nostri Creatori (Elohim nella lingua ebraica)  hanno plasmato l’Uomo “a loro immagine e somiglianza” (Genesi  1,26), sosteniamo che la differenza tra Uomo e Dio non è qualitativa o fisica ma evolutiva, e solo un corretto cammino di crescita e di sublimazione del nostro essere consentirà di raggiungere un elevato livello cognitivo e spirituale.  Per questo crediamo  nel  Loro operato: Esseri infinitamente più evoluti interagiscono da sempre con noi per guidarci verso la sublimazione dell’anima.

La disparità evolutiva tra uomini e dèi è indubbia (siamo “simili”, non “uguali”) ma la possibilità, per noi la certezza, che l’Umanità sia destinata a conseguire lo stesso grado di perfezione è inscritta  nel progetto della Creazione: “Se Dio è stato uomo prima di essere  Dio, anche noi potremo essere  dèi”. Il  passaggio da divinità (com’erano considerati un tempo) ad “esseri come noi” non sminuisce la grandezza dei Nostri Creatori. La consapevolezza di condividere l’Universo con esseri simili a noi non fa che rafforzare il senso di Fratellanza; crediamo fortemente in una grande Famiglia Universale.

Il  corpo materiale che ospita la nostra anima è solo il mezzo mediante il quale compiamo un  cammino di esperienza in una realtà fisica, finita, mortale: è un passaggio di perfezionamento doloroso, ma necessario. Una coscienza evoluta terrena non si spoglia della materia ma si libera dalla dipendenza da essa. È quanto accadrà anche alle nostre anime se saremo in grado di accogliere il buon messaggio che l’Universo reca sin dal principio: dèi come noi, noi come dèi.

È il fondamento dell’alchimia e il fine ultimo di un vero cammino esoterico, la deificatio, che non è  trasformazione dell’Uomo in ciò che non è (un dio) ma la riscoperta della traccia divina che è custodita nel profondo della nostra coscienza. È questa la sfida più grande: per vedere il divino in ciò che vive attorno a noi dobbiamo prima scoprire il divino che dimora in noi.

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Piero Ragone è filosofo, ricercatore, scrittore, studioso di religioni e di esoterismo.

Nel suo campo d’indagine rientra ciò che la scienza non è in grado di spiegare. Nel 2013 ha pubblicato il bestseller  Il Segreto delle Ere con la Macro Edizioni, nel 2015 è la volta del fondamentale Custodi dell’Immortalità, edito da Verdechiaro Edizioni e Nexus Edizioni; il 2016 è l’anno di Dominion – Le Origini aliene del Potere, il libro che lo ha imposto all’attenzione del vasto pubblico, sempre con il sodalizio vincente Verdechiaro – Nexus.

È ospite di numerosi convegni nazionali e internazionali e il suo nome è accostato a grandi interpreti della ricerca mondiale. È docente di Archeoastronomia Esoterica e Percorsi Iniziatici presso la Libera Università Italiana degli Studi Esoterici “Achille D‟Angelo – Giacomo Catinella”, Facoltà di Scienze Tradizionali ed Esoteriche, Dipartimento UniMoscow. L’esperienza  dell’insegnamento si è tradotta nell’organizzazione di Seminari in cui vita vissuta e nuovi percorsi di studio rivelano I Segreti della Via Iniziatica.

http://pieroragone.blogspot.it/